Libreria del cinema di Roma

Chi siamo

Un luogo di scambio di pensieri, aspirazioni, umori, insoddisfazioni, progettualità sul cinema e non solo, un luogo per uscire dalla solitudine del nostro lavoro, affiancarci a quanto si muove in quel territorio che è ai confini con l’industria, le problematiche del mercato e quanto c’è di personale, creativo, avventuroso nella nostra professione. Un’occasione di confronto e di scontro appassionato, uno spazio in cui contribuire, insieme ad altri che già fanno la loro parte altrove, a migliorare il nostro modo di pensare il cinema.


2 Comments Post a comment

  1. Loriana Chavez

    18 novembre 2011 at 00:07

    Un pensiero per voi…

    Si sente dire spesso che la possibilità di sostituire un’arte con un’altra (per esempio con la parola, con la letteratura) sarebbe in contraddizione con la necessaria diversità delle arti, ma non è vero. Come abbiamo detto, non si può ripetere esattamente uno stesso suono con arti diverse. E se anche si potesse, la ripetizione avrebbe una sfumatura di diversità. E se anche non l’avesse, se cioè la ripetizione di un suono con arti diverse desse proprio lo stesso suono (esteriormente e interiormente) la ripetizione non sarebbe inutile. Per il semplice fatto che ogni uomo è portato (sia nel produrre un suono, sia nell’ascoltarlo passivamente) ad un’arte diversa. Ma se anche così non fosse, neppure allora la ripetizione perderebbe senso. La ripetizione degli stessi suoni, il loro sovrapporsi crea la calda atmosfera spirituale, che è necessaria a far maturare i sentimenti (anche i più delicati), così come l’atmosfera calda di una serra è la condizione necessaria e indispensabile per la maturazione dei frutti.
    Anche su un uomo, per fare solo un esempio, la ripetizione di azioni, di pensieri finisce per fare grande effetto, mentre le singole azioni possono non colpirlo intensamente, così come le prime gocce di pioggia non bagnano un tessuto fitto.
    Ma non dobbiamo immaginare l’atmosfera spirituale solo in questo modo quasi fisico. Spiritualmente è come l’aria, che può essere pura o carica di elementi estranei. Non è formata solo dalle azioni evidenti e dai pensieri o dai sentimenti espliciti, ma anche dalle azioni nascoste, di cui “nessuno sa nulla”, dai pensieri non espressi (e dunque dagli atti psichici). Suicidi, omicidi, azioni violente, pensieri bassi e spregevoli, odio, inimicizia, egoismo, invidia, “patriottismo”, faziosità sono forme spirituali, essenze spirituali che creano l’atmosfera. Invece abnegazione, solidarietà, pensieri puri ed elevati, amore, altruismo, gioia per la fortuna altrui, senso di umanità, giustizia sono essenze che uccidono le essenze prima citate, come il sole uccide i microbi, purificando l’atmosfera.

    Lo spirituale nell’arte
    Wassily Kandinsky

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    • Stella

      11 dicembre 2011 at 04:32

      Knolwegde wants to be free, just like these articles!

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