Libreria del Cinemapresenta

mercoledì 14 maggio 2008, ore 19.30

"JIMMY DELLA COLLINA" di Enrico Pau
la "cattività" fuori e dentro di un giovane irrequieto in una Sardegna industriale
distribuito per Arancia Film

"Il cinema ha il compito di raccontare realtà che altrimenti non si conoscerebbero. Il cinema più di ogni altra cosa ha questa forza, questa potenza. Ci sono mondi lontani, pianeti sconosciuti, anche vicino a casa nostra. Il carcere, una comunità di recupero per i giovani carcerati, l'idea che la pena non sia una pietra tombale sulla vita di chi sbaglia, ma un passaggio esistenziale che può aiutare anche a cambiare vita". Così il regista Enrico Pau spiega il suo "Jimmy della collina" tratto dall'omonimo romanzo breve di Massimo Carlotto. Letto di getto in una notte, Pau lo ha subito immaginato cinematograficamente in una Sardegna urbana e industriale.
Sarroch, un paesino sardo, sonnecchia tra le montagne, il mare e il profilo delle alte ciminiere di una raffineria petrolchimica. Jimmy ha quasi diciotto anni e ci vive da sempre con la sua famiglia di operai. Nell'assenza di prospettive e riferimenti condivisi, sente forte e rabbioso il richiamo di un comportamento che lo porta presto fuori dalla legalità. Per lui si spalancano allora le porte del carcere minorile, che lo inghiottono in un abisso di angoscia e violenza. E così Jimmy si ritroverà a decidere in una notte tutto il suo futuro.
Il film di Pau, presentato con successo a Locarno e ora finalmente nelle sale italiane, esprime qualcosa di cui il cinema italiano ha bisogno: uno sguardo deciso e personale; senza essere un documentario dà la percezione di una verità sociale e generazionale. Intensi Valentina Carnelutti e il protagonista Nicola Adamo, attorniati da veri ospiti di carcere minorile e comunità, in un "corto-circuito di realtà-finzione".

Intervengono: il regista Enrico Pau e la protagonista Valentina Carnelutti