FRANCESCA COMENCINI - Regista e sceneggiatrice

Regista, sceneggiatrice e aiuto regista, figlia del grande Luigi Comencini e sorella di Cristina Comencini. Nonostante il suo sogno nel cassetto sia quello di diventare una scrittrice, nel 1984 si dedica alla regia dirigendo Pianoforte, storia autobiografica di una studentessa universitaria e di un giornalista affermato, con il quale vince il Premio De Sica al Festival di Venezia. È il suo primo successo.
Negli anni seguenti, si occupa della sceneggiatura di Un ragazzo di Calabria (1987), per la regia di suo padre Luigi, e del francese La luce del lago che lei stessa dirigerà nel 1989. Negli anni novanta, dopo essere stata assistente regista del padre in Marcellino (1991), firma l'inedito Annabelle partagée (che uscirà in Francia e nei paesi limitrofi) e poi il documentario Elsa Morante (1995), dedicato alla famosa scrittrice italiana, e Shakespeare a Palermo, su una piéce di Carlo Cecchi.
Nel 2001 realizza Le parole di mio padre, film in cui dirige un'altra figlia d'arte, Chiara Mastroianni insieme a Mimmo Calopresti, ispirata al romanzo edipico di Italo Svevo, "La coscienza di Zeno". Successivamente collabora a vari reportage sugli eventi che colpirono Genova nei giorni del G8, firmando forse uno dei documentari più belli sull'argomento: Carlo Giuliani, ragazzo (2002), sull'uccisione da parte della polizia di uno dei "disobbedienti" che parteciparono alla protesta del 20 luglio 2001.
Compagna del produttore Philippe Dugay e madre dell'attrice Camille Dugay Comencini, nel 2003 è l'autrice del documentario Firenze, il nostro domani, poi l'anno successivo, arriva il suo film più intenso Mi piace lavorare (Mobbing), con Nicoletta Braschi, con cui vince il Premio della Giuria al Festival di Berlino e il Nastro d'Argento come miglior soggetto.
Nel 2004, firma anche il documentario collettivo Visions of Europe sullo stato dell'arte nel mondo, poi il lungometraggio morale con Valeria Golino e Luca Zingaretti A casa nostra (2006), in cui si scatena contro il potere del denaro e i falsi moralismi.
Grande fonte di ispirazione per tutte quelle donne che vogliono intraprendere la carriera delle registe, Francesca Comencini è uno del modelli più entusiasmanti del cinema italiano anni Novanta.