Libreria del Cinema presenta
sabato
10 aprile 2010, ore 18.00
"CALPESTARE
L'OBLIO - Poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza
della memoria repubblicana" (Marte ed)
Interventi: Davide Nota, Maria Grazia Calandrone, Lucilio Santoni, Robertomaria
Siena. Coordina Manuel Cohen.
Alcuni
poeti italiani hanno preso la parola, in questi ultimi mesi, per opporsi al neo-cesarismo
dominante. Hanno fatto sentire la propria voce in difesa della Costituzione nata
dalla Resistenza. Hanno denunciato il danno irreparabile che l'ignoranza televisiva
dei talk show e delle veline sta determinando nel tessuto sociale e culturale
del nostro paese.
Poeti noti e meno noti, ma tutti di qualità e livello,
da Eugenio De Signoribus a Francesco Scarabicchi, da Antonella Anedda a Gianni
D'Elia, hanno aderito al progetto, poiché sono convinti che, oggi più
che mai, fare poesia è l'attività nobile dell'uomo più aderente
alla realtà di qualsiasi altra. Le parole, svuotate dai mass-media e dalle
chiacchiere, devono invece tornare a significare il mondo; a cercare e dire la
verità. Devono tornare a riempirsi. Con la consapevolezza che il futuro,
se ce ne sarà uno, potrà passare solo da un uso appropriato e dignitoso
della lingua. Poiché senza le parole non ci possono essere neppure le idee.
La poesia, troppo spesso umiliata e offesa, è strumento privilegiato per
contribuire a tale futuro.
Il libro può essere richiesto al seguente
indirizzo: info@marteeditrice.it
Qui di seguito una poesia contenuta nel volume:
Lo splendore
Laida e meschina italietta.
Aspetta quello che ti aspetta.
Laida e furbastra
italietta.
Giorgio Caproni
"Ah,
noi che veniamo prima siamo i soli
a non poter parlare, a dire niente."
"La
luce che vi manca è muro e morte,
siete voci che indossano un parere,
l'abuso
d'ogni tempo non concesso
e che rubate, quieti, a piene mani.
Cosa sarà
di voi a spento scranno
col sonno d'indumenti negli armadi,
scarpe pulite,
abiti leggeri,
anni di tempo d'una via che fugge?
Oltre
nessun confine è dato andare,
brace di mondo che scompare piano,
cognomi
già invisibili nel vento,
parole cancellate come impronte,
lo splendore
cui mai apparterrete."
(Francesco Scarabicchi)