Libreria del Cinema presenta
mercoledì
17 marzo 2010, ore 18.30
IL GOTICO PADANO -
DIALOGO CON PUPI AVATI (di Ruggero Adamovit, Claudio Bartolini, Le
Mani ed) Presentazione Libro
Interventi:
gli autori Ruggero Adamovit, Claudio Bartolini e Lino Capolicchio
"Il
cinema che sto facendo si confonde e si intreccia sempre più con la mia
vita; ne faccio talmente tanto che ingombra tutta la mia giornata, per cui non
so mai se sto girando un film o se sto vivendo. Ecco, per quanto mi riguarda,
mi piacerebbe moltissimo morire in questa incertezza: sto morendo davvero o sto
recitando una scena in cui muoio?"
Pupi Avati
Cosa
lega la tranquilla e solare Emilia-Romagna alle storie cupe e inquientanti messe
in scena da Pupi Avati al ritmo cadenzato di ogni decennio?
È lo stesso
cineasta a scandire, passo a passo con i contenuti presentati dagli autori, le
tappe di un percorso misterioso che si addentra nei meandri del gotico, suo territorio
cinematografico di elezione. Un viaggio che prende le mosse dalla fertile mentalità
dei contadi emiliani e romagnoli, inesauribili fucine di paure e secolari tramiti
di ataviche credenze e superstizioni. Dalle immobili e placide campagne assolate
alle acquose propaggini del delta del Po, dagli umidi e ombrosi boschi dellAppennino
fino ai chiassosi lidi della riviera romagnola, il libro segue le linee tracciate
dai territori di una regione da sempre sinonimo di serenità, apertura e
divertimento, alla ricerca di quella crepa in cui la macchina da presa si inserisce,
riportando a galla un terrore antico.
Con La casa dalle finestre che ridono,
indiscusso cult movie, Avati inaugura il filone del gotico padano, trasfigurando
i propri luoghi dinfanzia fino a renderli fabbriche di terrore, contenitori
di ossessioni e raccapriccianti segreti.
Per continuare con le suggestioni
che popolano opere di genere come Zeder, Larcano incantatore e Il nascondiglio,
provenienti dal passato prossimo e remoto vissuto in Emilia.
Il dialogo tra
gli autori e il regista consente di comprendere a fondo le dinamiche filmiche
e
narrative attraverso le quali Pupi Avati costruisce e veicola la paura, con
una rara potenza destabilizzatrice che ancora oggi fa tremare il suo pubblico.