
Libreria
del Cinemapresenta
martedì 29 aprile 2008, ore 19.30
"DELITTI
A CINECITTÀ" di Umberto Lenzi.
Il
regista preferito di Tarantino scrive il suo primo romanzo giallo
Cinecittà,
primavera 1940. Mentre è impegnata nelle riprese del film La corona di
ferro, del regista Alessandro Blasetti, la celebre diva dello schermo Luisa Ferida
è vittima di un tentativo di omicidio da parte di un misterioso personaggio,
che continua a minacciarla di morte tramite lettere anonime. Per sventare il pericolo,
la Ferida e il suo compagno - il noto attore Osvaldo Valenti - si affidano al
detective privato Bruno Astolfi, un ex commissario di polizia radiato dal ruolo
per il suo aperto antifascismo. Astolfi inizia così a indagare sul set
dello spettacolare film di Blasetti, affollato di attori e figuranti. Durante
le riprese di una scena, il detective riesce fortunosamente a salvare l'attrice
dal suo sconosciuto persecutore, che le spara da un terrazzo uccidendo al suo
posto una giovane comparsa. Da qui in poi si susseguono episodi convulsi che provocano
altre vittime, tutte legate in qualche modo al passato della celebre coppia. Concentrandosi
proprio su questo passato in parte oscuro, Astolfi dà avvio alla sua serrata
inchiesta che, tra un colpo di scena e l'altro, lo porterà a confrontarsi
con alcuni miti del cinema italiano tra cui Vittorio De Sica, Totò, Alida
Valli, Amedeo Nazzari, Renato Castellani e Cesare Zavattini.
Umberto
Lenzi nella sua quarantennale attività di regista ha attraversato con
oltre 60 film tutto il cinema di genere (peplum, bellico, thriller, horror), ma
dove ha toccato i vertici è stato nel "poliziottesco": Milano
odia: la polizia non può sparare, Roma a mano armata, Il trucido e lo sbirro
sono solo alcuni dei film che gli hanno valso il gradimento del pubblico all'epoca
e la tardiva rivalutazione dei critici, nonché un attestato di stima da
parte di Quentin Tarantino. Questo libro è il suo esordio nella narrativa
giallo-poliziesca.
Intervengono:
l'autore Umberto Lenzi, Goffredo Fofi, Orio Caldiron, Maria Pia Fusco.